All’incirca ogni anno, a partire dal 2009, la palestra comunale di Talamona ospita un evento patrocinato dalla Pro Loco con la collaborazione del gruppo sportivo del Comune. Si tratta di un saggio di ginnastica offerto dall’associazione VERA (acronimo di vigore energia ritmo agonismo) costituitasi nel 2011 come vera e propria associazione che si occupa soprattutto di ginnastica ritmica partecipando con successo a gare di serie C, D e ai vari campionati di categoria. E con impegno da quest’anno, anche a competizioni di ginnastica estetica, con la partecipazione ai campionati di Cesenatico e la qualificazione delle atlete a campionati italiani nella categoria allieve.
Un saggio, quello proposto nelle giornate nataliuzie, riservato o bambine e ragazzine di ogni età compresa tra i 6 e i 16 anni tutte accomunate dalla passione per questo sport molto vicino ad una disciplina artistica di danza e tutte col grande sogno di emulare lei, la star della giornata, motivo d’orgoglio per la nostra comunità: Veronica Bertolini. La ginnasta, classe 1995, che si allena coi maestri dell’associazione VERA fin da molto prima che essa si costituisse coi connotati odierni, da quest’anno campionessa italiana assoluta di ginnastica ritmica ha raccolto su di sé le più calde ovazioni del pubblico, prima, durante e dopo le esibizioni fino a quando è giunto per lei il momento di firmare autografi e concedersi ai flash dei numerosi fan come una vera diva. Un successo meritatissimo frutto di una vita di disciplina e sacrifici volta ad investire sì sul proprio corpo, ma come strumento di pratica sportiva puntando ad ottenere risultati di alto livello in campo agonistico: uno strumento da plasmare e disciplinare al fine di mettere in scena l’armonia, la bellezza e la perfezione del movimento. Un successo ancor più degno di nota se si pensa a quanto, nel mondo di oggi, il concetto di successo abbia assunto connotazioni molto elastiche e relative, se si pensa a quante persone (tra cui purtroppo proprio molte ragazze) ricevono applausi e attenzioni mediatiche immeritate.
Alla nostra campionessa che dopo il saggio ho avuto modo di conoscere meglio ho rivolto qualche domanda cui lei ha risposto con molta disponibilità.
Per cominciare ti chiederei un breve riassunto di vita e carriera
Ho iniziato a fare ginnastica a otto anni quando frequentavo la terza elementare. Ho iniziato con i corsi base poi la ginnastica promozionale e poi la ginnastica per tutti. All’età di 11 anni ho lasciato casa e mi sono trasferita a Desio perché volevo proseguire gli allenamenti ad un più alto livello gareggiando a livello regionale ed interregionale fino a raggiungere il livello più alto nel 2010 quando è cominciata la scalata verso le gare nazionali ed internazionali e la carriera da professionista con partecipazioni a coppe del mondo vari tornei soprattutto europei fino al conseguimento del titolo di campionessa italiana e al passaggio, l’anno successivo, alla categoria senior con la riconferma del titolo italiano e altre vittorie fino a sfiorare il campionato mondiale che non ho potuto fare a causa di un infortunio. Il 2012 è stato l’anno della svolta in cui ho cominciato ad essere notata da vari giudici internazionali fino ad arrivare a quest’anno pieno di sorprese ed emozioni a partire dal campionato assoluto col conseguimento del titolo fino agli europei e al mondiale e al secondo posto nel campionato di serie A.
Insomma una carriera in ascesa.
Sì: sono gia nella nazionale italiana. Non sono in squadra con loro però perché faccio esercizi da solista.
Wow. Bene, ora ritorniamo per un momento alle origini. Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada, c’è stato un evento, un fattore scatenante in particolare, la voglia di seguire le orme di qualcuno, magari un personaggio dei cartoni animati oppure qualcuno di reale come succede a molti ragazzi, ad esempio a queste ragazze oggi impegnate negli esercizi, e che sognano di essere un giorno come te?
Prima di scegliere la ginnastica ritmica ho praticato diversi sport e quando mi sono accostata poi alla ginnastica non ne sapevo assolutamente nulla tanto che ho avuto un approccio inizialmente titubante. Poi appena ho visto gli attrezzi e ho cominciato a prendere confidenza con essi mi sono proprio innamorata di questa disciplina e di tutto cio che con essa ha a che fare, l’idea di tenere uno strumento in mano, la palla, la fune, il nastro eccetera, uno strumento che si muove con me a tempo di musica mi sono appassionata e non ho più smesso. È stato dunque un approccio diretto alla disciplina il punto di partenza un approccio non mediato da persone da modelli da imitare, una passione che mi ha spinto a concentrarmi esclusivamente su questa disciplina.
Se non avessi fatto questo che cosa avresti fatto?
Non lo so. Sinceramente forse avrei continuato con danza moderna che era quello che facevo prima oppure col nuoto, ma in realtà non saprei perché sono ormai sei anni che sono via da casa per fare cio che faccio e non saprei descrivere la mia vita senza la ginnastica, senza la ginnastica non sarei me stessa.
E invece la tua vita con la ginnastica com’è? Parliamo un po’ della tua giornata tipo.
La mia giornata tipo è molto impegnativa perché mi alzo alle otto poi alle nove sono subito in palestra e fino alle cinque e mezzo della sera mi alleno e poi dalle sei alle otto vado a scuola.
Durante lo spettacolo la tua maestra raccontava proprio del tuo riuscire a conciliare studio e sport: diceva che studi molto da privatista.
Sì privatista in una scuola serale che ogni anno richiede di dare esami in tutte le materie. Quest’anno tra l’altro ho la maturità dunque incrociamo le dita.
Un momento in cui hai detto “basta mollo tutto chi me lo ha fatto fare”?
Ce ne sono tanti di momenti simili quando magari non riesci a dare il massimo in palestra o non vanno le cose come vorrei è proprio quello il momento in cui pensi “ma chi me lo fa fare di andare in palestra tutti giorni?” e capita molte volte anche in relazione al periodo, alle condizioni fisiche in cui ci trova, ma poi in palestra ci vai e ci ripensi perché è davvero impossibile per me stare senza ginnastica, immaginare di lasciarla e dunque faccio il mio allenamento e penso “non mollo niente perché mi piace”
Invece un momento in cui hai detto “ne è valsa la pena?”
Agli assoluti perché quest’anno non mi aspettavo assolutamente di vincere il campionato italiano assoluto. Quando hanno detto il mio nome per salire sul primo gradino del podio ero talmente emozionata che non capivo più niente.
Quante eravate?
Eravamo in quindici se non mi sbaglio e ho battuto campionesse che non credevo si potessero battere come Giulietta Cantalupi che è andata alle olimpiadi ed era sette volte campionessa italiana finchè quest’anno sono arrivata io ad aggiudicarmi questo titolo. Un’emozione grandissima che mi ha fatto sentire davvero ripagata di tutto dei sacrifici, della fatica eccetera. Quella settimana oltre alle gare avevo pure gli esami.
Una vita di sacrifici significa anche tenersi in forma, mangiare in un certo modo…
Noi non abbiamo un dietologo che ci segue però dobbiamo mangiare in modo sano una dieta che non esclude dolci, fritti e schifezze varie, ma che comporta il doverli assumere con molta moderazione. Insomma si mangia un po’ di tutto (ma soprattutto frutta e verdura) ma senza abbuffarsi, io per esempio sono abituata a mangiare un primo di pasta o riso senza pane e un secondo di carne o di pesce a cena.
Cosa farai quando arriverai a fine carriera?
Il mio sogno sarebbe diventare fisioterapista perché questo lavoro mi ha sempre appassionata, me ne hanno fatto appassionare i fisioterapisti e dottori che seguono noi atlete, mi hanno in qualche modo spinto ad incuriosirmi e ad affascinarmi riguardo al funzionamento del corpo, dei muscoli, dei tendini, però c’è anche un altro sogno accanto a questo che è quello di diventare allenatrice per continuare comunque in qualche modo questa passione.
E dunque quando dici che pensi di fare la fisioterapista anche in quel caso pensi di specializzarti in ambito sportivo oppure faresti la fisioterapista per tutti?
No per tutti però certo seguire le atlete sarebbe bellissimo. Già ora vedo i terapisti che ci seguono e che hanno la possibilità in questo modo di girare il mondo e dunque fare la fisioterapista delle atlete sarebbe un modo per continuare a far parte di questo mondo.
Bene direi che possiamo concludere. Ti ringrazio
Antonella Alemanni



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