Addetti, e professionisti Stampa

06.05.2013 11:50

C'è sempre un momento di passaggio negli interessi sui ruoli pubblici. Si è "benemeriti" per anni, poi un bel giorno: la crisi: si pensa a qualche "ritorno" maggiore e si diventa sbilanciati.

Succede alcune volte, rarissime e per questo ancor di più più evidenti, sui ruoli degli addetti stampa. In Valle qualcuno c'è. Alcuni professionali, professionisti veri: normalmente di ruolo con la politica o l'amministrazione, le Federazioni: dei Colleghi. Inappuntabili, e se attenti agli interessi del committente, assolutamente determinati e abituati a dare la massima diffusione dei messaggi, delle comunicazioni e note. Le Note stampa.

Altre volte il ruolo di addetto stampa viene interpretato in maniera volontaria. E diffusa.

Qualcuno si lamenta. L'approccio volontario - e il possesso dei dati - possono rendere inclini a mettere in maggiore evidenza gli interessi della propria società, del proprio sodalizio. Magari a minimo discapito dei legittimi valori espressi da altri. Che magari l'addetto stampa non ce l'hanno.

In questa redazione, che è guidata da un giornalista professionista, ex direttore editoriale Rcs e Fabbri, operativo a Tele Nova, sul Secolo XIX, per l'editrice Sole 24, per Garzanti, ogni questione afferente al giornalismo, è questione non arbitraria. C'è un metodo. 

Poi, alcune volte, e altrove, si vede che il metodo non c'è. Ci sono persone che fanno magari del giornalismo, e insieme prendono competenze da addetti stampa, ma i Comunicati stampa, mica li inviano a tutti. 

Altri che siccome hanno una mailing list fitta, vogliono imporre prodotti, consulenti.


Ecco. Noi scriviamo magari meno di altri. Se meglio o peggio, non sta a noi dirlo, facciamo le doverose considerazioni: possono piacere; non piacere. Ma le scelte editoriali nostre possono solo essere valutate. Mai imposte. Sono lungamente ponderate, logiche, nostre. Nella libertà e nella responsabilità che fanno bello e utile questo mestiere.


Danilo Rocca