«Accorpare il comune a un altro paese? Non se ne parla. Si pensi semmai ad accorpare le comunità montane: lasciarne una a Sondrio e una tutt'al più in Valchiavenna, se proprio si crede così di risparmiare». A Mello, comune della costiera dei Cèch, paese grande e organizzato, quasi 700 metri di quota, quasi mille abitanti, 996 ad oggi, per l'esattezza, è un coro di no alla possibilità che la municipalità possa venire, a seguito delle misure di restrizione sugli uffici periferici, smembrata e accomunata ad altro centro, magari più grande, magari in pianura. Cesare Rampellini è messo comunale e vigile municipale: «Non si pensi - dice - di arrivare a chissà quali economie, dato che il lavoro amministrativo che si svolge, almeno in un comune come il nostro, non è poco. Di cose da sbrigare ce ne sono parecchie, forse - aggiunge - unendo le municipalità si pensa di potere non sostituire qualche funzionario una volta raggiunta l'età della pensione. Ma si tenga conto che oggi la vita della comunità affluisce tutta e per tantissimi motivi, pratiche, incombenze in comune. Attualmente ogni atto della vita pubblica viene concentrato negli uffici e in municipio: non si sa ancora molto della realtà attuativa di questo emendamento. Ci spiegheranno, capiremo meglio, ma con mille abitanti di cose da fare ce ne sono». Mille o poco meno. «Se va via il comune, rischia di morire la comunità - chiarisce Davide Ruffoni, il farmacista di Mello, residente a Cosio, e da due anni e mezzo al banco e alle consulenze per i clienti del dispensario locale, la farmacia che ha completato la gamma dei servizi civici -. Forse - aggiunge - si può pensare di condividere qualche sportello tecnico, unire qualche servizio coi comuni vicini, razionalizzare un po', ma se si deve tagliare, si inizi con le comunità montane, con le province, gli enti superiori». Sul numero degli abitanti del grosso paese della Bassa Valle interviene Valerio Bonetti, incrociato al centrale bar di Mello, insieme ad amici, nel pomeriggio assolato di agosto. «Dell'emendamento e della voce sui possibili tagli ad amministrazioni come le nostre, sappiamo - chiarisce - però - dice anche - Mello è davvero un paese grande, per raggiungere i mille abitanti ci mancano forse quattro persone, e non è affatto detto che nel giro di qualche mese non si raggiunga la soglia utile alla sopravvivenza della struttura comunale, e forse anche la si superi». Analoghe considerazioni le porta Mauro Quaini: «Ad accorpamenti per un comune come Mello non voglio nemmeno pensare - puntualizza - e non credo che una differenza minima sui residenti possa portare a una soluzione così radicale». Identità di vedute per Alessandra Fiorini: la sua famiglia gestisce un negozio di parrucchiera che richiama clienti da tutti i paesi vicini. «Mello - spiega Alessandra - ha tutto, è un riferimento anche sul piano scolastico per le località confinanti, ha tra l'altro un asilo, che accoglie anche i piccoli del nido, è una località dove le cose funzionano, e andare a cambiare o tagliare potrebbe essere un danno». «Qui da noi - precisa con puntigliosità ed allegria la signora Carmela Quaini, pensionata - manca solo una sala da ballo. Per il resto, per essere una località montana, distante dal fondo valle, col tempo siamo riusciti ad avere tutto». «Io - aggiunge - mi occupo di vigilare sui bambini quando entrano ed escono da scuola; lo faccio volontariamente, è un aspetto di un sistema efficiente, che ha nel comune il proprio centro operativo. Ho visto passare cinque sindaci, consolidarsi la nostra comunità: non vedo cosa bisognerebbe cambiare». Anche Rita Parolo, pensionata, una vita a Mello, non vede la necessità di cambiamenti. «Dell'emendamento governativo, della questione sulla soglia dei residenti ne stavamo parlando questa mattina - chiarisce -. Il nostro paese è migliorato tanto, con gli anni è cresciuto, oggi è meglio servito, il comune ha un ruolo cardine, aiuta un po' tutta la comunità, facendo il possibile. Questo equilibrio va valorizzato e mantenuto».
____________________________
«Noi per quanto riguarda l'accorpamento dei comuni sotto i 1000 abitanti siamo un caso emblematico: siamo in costante variazione sul numero di popolazione e oscilliamo da anni per poche unità al di sopra e al di sotto della soglia fatidica». A parlare è Fabrizio Bonetti, sindaco di Mello, paese di mezza costa della costiera dei Cèch, «Due anni fa - ha aggiunto - eravamo 997 residenti. Successivamente avevamo superato quota mille, in virtù di un incremento di quattro unità, e in quella circostanza avevamo anche perso un contributo della Regione Lombardia rivolto ai comuni che restavano sotto la fatidica soglia. Oggi la nostra popolazione è sui mille abitanti “fluttuanti”». Il riferimento è ad una somma di residenti che è in bilico sul crinale numerico che porterà se in difetto, secondo il nuovo emendamento governativo per l'accorpamento degli uffici periferici, a perdere o meno lo status di comune con amministrazione autonoma. «Devo ancora capire come e quando si stabilirà il tutto - ha poi detto Bonetti - faremo a quel momento un censimento effettivo, e ci dovranno anche dire a quel punto con che tipo di comuni dovremmo accorparci. Perché anche questo è importante. Potrebbe essere richiesta una fusione sugli organismi amministrativi tra due comuni simili. Penso ad esempio a Cercino, che ha caratteristiche territoriali vicine alle nostre. Il dover fare riferimento ad un comune di pianura comporterebbe una ulteriore differenziazione delle strategie di sviluppo per le esigenze della municipalità». «Noi, va ricordato - ha poi chiarito il primo cittadino - siamo un paese di montagna, abbiamo esigenze diverse. Se il nostro Stato ci dirà che dovremo perdere i nostri strumenti amministrativi, naturalmente ci adegueremo, ma personalmente - ha aggiunto - non credo che il vantaggio per il bene comune, la convenienza di questo provvedimento sarà scontato e misurabile. Abbiamo consiglieri comunali che prendono 50 euro all'anno, e lavorano 365 giorni l'anno, sciogliere questo impegno perdere questa disponibilità non mi sembra una scelta di ottimizzazione».



.png)










.jpg)









