La nuova diffidenza sulle cose vicine
La traduzione in carcere del direttore dell'Azienda ospedaliera Valtellina Valchiavenna Luigi Gianola, le inchieste che lo riguardano, le inchieste attivate su appalti pilotati in Regione, e anche qui, sulle strutture sanitarie e per le apparecchiature che servono a curare le piaghe della salute, a inibire il male, impediscono una lettura di cronaca che non si specchi in interrogativi. Domande forse mai prima d'ora presenti in una dimensione raccolta, condivisa, quasi comunitaria come quella della Valle.
Lo stesso dirigente dell'AOVV, Gianola, era persona avvicinata più volte per la resa di cronaca, da sempre reputato, da chi scrive, competente, scrupoloso. Un riferimento di chiarezza. Oggi si trova al centro di vicende che devono essere chiarite, e con imputazioni pesantissime. Ad indagini in corso, non si può che attendere ogni approfondimento di indagine, con fiducia, e con la coscienza di chi, abituato a dare per scontate alcune cose, deve, per forza, iniziare a diffidare di quanto magari ritiene o riteneva assodato. Anche con disagio, ma fino a prova contraria.
E così, la Valle emerge come da un lungo sonno infantile, abbastanza cristallino, e si trova nell'Italia ammalata, che confonde la sua strada, che sembra perdere la bussola, tra forze antiche logorate, altre giovani imberbi, tra conflitti mostruosi.
Ecco, questi conflitti, di colpo, generano le loro conseguenze anche qui. Morbegno è reduce da un confronto sul tema della sua istruzione primaria, che ha visto da una parte, buone regole di democrazia applicate ad un problema che divideva. Ma si è anche specchiata in un disordine e in una divisione che temiamo siano destinati a lasciare segni.
Anche qui, la tensione sociale che attraversa il Paese mostra tutte le sue carte, anche qui si osservano inadeguatezze, nevrosi che diventano palpabili riferimenti condivisi. Un atteggiamento non maturo in figure che si attendevano più referenziate.
Insomma, la dimensione del cambiamento e del sommovimento alberga anche qui, e lascia una inquietudine, uno sbigottimento che si affaccia sul futuro.
D.R.



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