Quello che si perde con le Province

 Tutto si deve fare, ma l'euforia a fronte di momenti drammatici e soluzioni e risposte dettate più che dalla personale visione dei fatti, dalle necessità dell'Euro, e dai partner maggiori della Ue, e imposte come tali non va bene. La perdita delle province, di tutte le province in regioni complesse e vaste, come la Lombardia con il suo territorio, invaso da problematiche da nazione, alla data 2011, è un danno grave. Siamo in Italia, i cambiamenti spesso o non si fanno, o vengono fuori storti, e riformare è difficile. Ci sono i burocrati, che ne osteggiano le possibilità, c'è un centralismo nauseante, c'è una miopia per tanti problemi evidenti, una trascuratezza per fronti di servizi primari. Il presidente della Provincia di Sondrio esprime tutta la propria giustificata amarezza per l'evolversi della contrattazione sulle diversità delle province montane, per il delinearsi del provvedimento che taglia i So, Lc, Co, ecc.   I comuni a loro volta si preparano a perdere i propri uomini migliori, che il rinnovamento della politica aveva portato a dirigere la cosa pubblica negli ultimi anni. I piccoli sindaci dei comuni di montagna non avranno più la fascia tricolore. 

E' un mondo nuovo. Disegnato nei decenni da sbagli politici nella macro amministazione, nella economia, a livello globale. Determinato da una sottovalutazione degli effetti della globalizzazione nel mondo del lavoro e dei consumi. In Grecia questo mondo novo lo chiamano "austerity". Noi potremmo chiamarlo nel 2011, sobrietà, austerità, e ci sta cambiando, depotenziando, sta colpendo le fondamenta della nostra organizzazione statale.

Va detto.

Quando altri Paesi in tempi diversi hanno messo mano a queste riforme, prima di noi, mentre in Italia ci si immaginava ricchi e felici e si spendevano i soldi incassati dalla rendita dei Bot, dei Cct, poi quelli della finanza, quando è stato fatto, ai cittadini di quegli Stati è stato detto delle difficoltà che avrebbero dovuto sostenere. Senza chiacchiere, senza demagogia e con la serietà che il passaggio di civiltà meritava.

Ci si aspetta la medesima serietà, per potere pensare di continuare ad amministare la cosa pubblica. Dentro e fuori della provincia.