Dresser

 La fabbrica Dresser Wayne di Talamona, 90 lavoratori, zona industriale, sito produttivo assorbito circa un anno fa con il marchio titolare dalla statunitense General Electric, prima compagnia al mondo per importanza; e dal suo settore Oil &gas con sede a Firenze si avvia ad una vertenza difficile che potrebbe toccare al cuore il comparto indistriale valtellinese. Fim Cisl e Fiom Cgil hanno avuto mercoledì l'assemblea con i lavoratori dell'impianto, e con i vicini lavoratori del Pignone, stabilimento che fa anch'esso parte di General Electric. «La situazione – hanno affermato per le due confederazioni Mirko Dolzadelli, segretario Fim e Pino Barbusca, Fiom – si è fatta complessa. Sembra – hanno aggiunto – che la Dresser Wayne voglia dismettere o vendere la produzione del dispositivo “cubogas”: da mesi sarebbero in corso contatti con industrie che operano in Italia per cedere questo asset, che a Talamona impegna al lavoro 50 dipendenti su 90. Cercano venditori e potrebbero anche dismettere». Il “cubo gas” è un compressore di metano, era stato messo in catena produttiva in Bassa Valle dal 2005, dopo la dislocazione in Svezia della costruzione dei distributori di carburante. Questo per parte Dresser. Poi l'arrivo della Ge, General Electric, che sembrava potesse portare risorse al sito talamonese. «Invece – hanno chiarito i sindacati – Ge non ha dato corso a nuovi investimenti sullo stabilimento acquisito, è mancato l'impegno che doveva arrivare: noi abbiamo chiesto un incontro che si terrà la prossima settimana sia con i vertici fiorentini di Ge; sia con il management Dresser, per avere delle risposte». La situazione anche qui è complessa: al Pignone, stabilimento talamonese attiguo a quello Dresser, in realtà gli investimenti ed il piano industriale vanno avanti. «Il problema – hanno precisato Dolzadelli e Barbusca – riguarda proprio la produzione del cubogas, e il rilancio generale del sito. E vogliamo capire cosa vuole fare Ge in Valtellina: servono convinzione, serve incremento occupazionale: anche perché – è stato rimarcato – la Ge Oil &gas di Firenze, il relativo management, conosce bene le qualità dei lavoratori talamonesi, il sito del Pignone, è per loro una garanzia: stabilimento che produce con un notevole valore aggiunto, sa affrontare le sfide dei mercati più complessi, garantisce buone relazioni sindacali. Dresser e Pignone – hanno poi detto i due segretari Fim e Fiom – sono realtà che devono essere salvaguardate, sono tra le quattro maggiori industrie metalmeccaniche della Valle, qui non si può perdere niente». L'assemblea dei lavoratori ha dato mandato alle confederazioni di attivare un pacchetto di otto ore di sciopero articolate, in attesa delle risposte nel prossimo incontro di sindacati e Rsu con la proprietà.