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      <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 08:19:00 +0200</pubDate>
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         <title><![CDATA[Sindaci: tra un mese si vota a Rasura: ancora nessun candidato]]></title>
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	Domenica 6 e lunedì 7 maggio 2012 si vota per il rinnovo di molti consigli comunali. L’eventuale turno di ballottaggio avrà luogo domenica 20 e lunedì 21 maggio. In Bassa Valle va alle consultazioni il paese di Rasura, 300 abitanti, centro più popoloso della Valgerola. Il sindaco attualmente in carica, Maurizio Pezzini, 50 anni, direttore dell'ufficio postale di Gerola alta, sta concludendo il secondo mandato e non si ricandiderà. «Lascio dopo un incarico che con la mia...]]></description>
         <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 08:19:00 +0200</pubDate>
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	Domenica 6 e lunedì 7 maggio 2012 si vota per il rinnovo di molti consigli comunali. L’eventuale turno di ballottaggio avrà luogo domenica 20 e lunedì 21 maggio. In Bassa Valle va alle consultazioni il paese di Rasura, 300 abitanti, centro più popoloso della Valgerola. Il sindaco attualmente in carica, Maurizio Pezzini, 50 anni, direttore dell'ufficio postale di Gerola alta, sta concludendo il secondo mandato e non si ricandiderà. «Lascio dopo un incarico che con la mia amministrazione abbiamo assolto facendo molte realizzazioni – ha commentato il primo cittadino – il consuntivo è positivo, ci siamo impegnati su numerose opere pubbliche, e come gruppo siamo soddisfatti». Rasura, in questi anni ha visto sorgere, ricorda Pezzini, il nuovo polifunzionale; da quindici giorni ha riaperto il mini market del paese, attività che era andata persa ed è stata ripristinata dietro l'impulso dell'azione comunale. «Abbiamo lavorato molto sulla regimazione delle acque, aumentando la sicurezza del paese sul fronte dei rischi idrogeologici; realizzato alcune strade. E di recente, abbiamo iniziato a sistemare l'interno dell'abitato. Rasura è una località di mezza costa, si sviluppa su più fasce, ci sono circa venti scalette di sasso, che mettono in comunicazione rapidamente zone che sono su livelli diversi. Ad ora ne abbiamo recuperate due, altre quattro sono in lavorazione grazie anche a dei contributi della comunità montana, e un po' alla volta tutti questi passaggi all'interno del borgo saranno rimessi in funzione». Sindaco che lascia, ma gruppo che andrà avanti. Con nomi di candidati e liste che sono ancora in via di definizione. «Alle ultime elezioni – ha spiegato Pezzini – Rasura aveva una sola lista, uno schieramento civico. Parte dell'opposizione che era entrata in consiglio comunale dieci anni fa, quando i candidati sindaci erano stati tre, era poi confluita nell'ultimo periodo amministrativo nel nostro gruppo. Di sicuro noi esprimeremo un nome, una figura di continuità con l'indirizzo attuale». Rasura che ha lavorato parecchio anche sul fronte turistico. Con le sagre, le note feste dedicate al Mirtillo, e alla Castagna; le manifestazioni sportive: Skyace della Rosetta, il Gran prix sciistico, iniziative seguite tra l'altro dall'attuale assessore al Turismo e sport Eugenio Lombella. «Rasura – ha ricordato Pezzini – è uno dei centri principali della Valgerola – c'è una presenza notevole di seconde case, ci sono visitatori di giornata, e la vicinanza a Morbegno fa sì che la località attragga anche nuovi residenti. Alcune famiglie hanno deciso di tornare ad abitare in valle, la distanza dal centro città è di meno di dieci minuti: di Morbegno, siamo quasi una periferia, siamo ai limiti del perimetro urbano, come può essere Talamona, a pochi chilometri da tutti i servizi, e si vive bene. Ora dopo 10 anni siamo anche contenti di lasciare un po' il passo nelle cariche agli altri: e chi è stato un po' nelle retrovie avrà la possibilità di rimpiazzarci e di impegnarsi un po' di più». &nbsp;&nbsp;</p>
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         <title><![CDATA[Imu aumentata sulle pertinenze agricole minori, rischio stangata per 800 aziende della Bassa Valle]]></title>
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	Tiene banco in questi giorni tra le previsioni e le proiezioni di gettito sull'Imu, ex Ici, il problema dell'imposta sui terreni e fabbricati rurali, la cosiddetta “piccola patrimoniale agricola”, che chiama in campo e conteggia al rialzo, andando ad aumentare gli estimi anche le pertinenze minori dei fabbricati rurali. Gli immobili utilizzati per l’attività contadina, le stalle, i fienili, i ricoveri di mezzi e attrezzi. In Bassa Valle ci sono circa 200 aziende agricole vere e...]]></description>
         <pubDate>Sun, 25 Mar 2012 08:27:00 +0200</pubDate>
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	Tiene banco in questi giorni tra le previsioni e le proiezioni di gettito sull'Imu, ex Ici, il problema dell'imposta sui terreni e fabbricati rurali, la cosiddetta “piccola patrimoniale agricola”, che chiama in campo e conteggia al rialzo, andando ad aumentare gli estimi anche le pertinenze minori dei fabbricati rurali. Gli immobili utilizzati per l’attività contadina, le stalle, i fienili, i ricoveri di mezzi e attrezzi. In Bassa Valle ci sono circa 200 aziende agricole vere e proprie, con contabilità; a cui si aggiunge una schiera di altre 5, 600 piccole imprese, che sviluppano una attività minima. E poi ci sono gli appassionati, che coltivano vite, piccoli frutti, come reddito integrativo, occupandosi di mantenimento del territorio e di sviluppo delle risorse locali. Le rappresentanze di categoria stanno trattando con il governo, per trovare mediazioni che mitighino la “stangata”. Tra i comuni della Bassa Valle, il problema viene segnalato e si attendono spiragli. «Agricoltori, piccoli allevatori, assolutamente penalizzati – ha sottolineato il sindaco di Albaredo Antonella Furlini – come amministrazione non siamo per nulla favorevoli all'applicazione di questa tassa, anche se le imposte ce le chiede lo Stato e non possiamo evitare di applicarle: vedremo che passi faranno le associazioni di categoria; la Coldiretti». «Seguiamo con attenzione gli sviluppi della vicenda – ha anche detto Furlini – le zone disagiate agricole e montane, dovrebbero essere agevolate. Già è difficile stare in queste valli, tenere puliti i versanti, si deve cercare di tutelare gli interessi dei più fragili. Capiamo le esigenze di tagli e di incassi dello Stato, il periodo storico chiede dei sacrifici, che speriamo servano, ma ci auguriamo che su questi punti in discussione si giunga a un compromesso». Considerazioni che esprime anche Stefano Barri, sindaco di Dubino. «Notiamo con grande soddisfazione che la Coldiretti anche in ambito provinciale si sta muovendo. A Dubino abbiamo molte aziende agricole, le esigenze nazionali sono note, lo sforzo di risanamento lo devono fare tutti, ma di certo il settore rurale merita di essere inquadrato bene». Massimo Chistolini, sindaco di Civo, puntualizza: «Per gli immobili strumentali ad uso agricolo abbiamo applicato l'aliquota al 2 per mille. Va anche detto – ha aggiunto – che questo tipo di fabbricati hanno rendite catastali molto basse. Per chi svolge attività agricola in una dimensione poco lucrativa rappresenta un ulteriore aggravio ma credo anche che il futuro debba probabilmente vedere l'agricoltore portarsi su un modello più imprenditoriale». «Il settore – ha detto Ettore Del Nero, Coldiretti – è disposto a fare la propria parte, c'è da salvare l'Italia. Chiediamo però che effettivamente paghi chi ha grossi possedimenti, e magari non li lavora neppure, rimodulando al contempo e attenuando il carico su chi fa davvero l'imprenditore agricolo».</p>
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         <title><![CDATA[Campovico, la scuola "chiama l'erba"]]></title>
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	Gli oltre cento alunni della primaria di Campovico, cinque classi, insieme alle nove insegnanti, con i tecnici di Ersaf, l'ente regionale per l'Agricoltura e le foreste; le rappresentanze dell'amministrazione comunale, hanno attraversato la Valeriana, con cautela, perché a Campovico le auto passano per il paese, spesso a velocità sostenuta, e hanno raggiunto il Parco della Bosca.&nbsp;

	Quaderni e zainetti rimasti nelle aule, la comitiva è entrata nell'area protetta, tra i grandi...]]></description>
         <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:22:00 +0200</pubDate>
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	&nbsp;</p>
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	Gli oltre cento alunni della primaria di Campovico, cinque classi, insieme alle nove insegnanti, con i tecnici di Ersaf, l'ente regionale per l'Agricoltura e le foreste; le rappresentanze dell'amministrazione comunale, hanno attraversato la Valeriana, con cautela, perché a Campovico le auto passano per il paese, spesso a velocità sostenuta, e hanno raggiunto il Parco della Bosca.&nbsp;</p>
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	Quaderni e zainetti rimasti nelle aule, la comitiva è entrata nell'area protetta, tra i grandi prati e che fiancheggiano i ripristinati corsi d'acqua, con campanacci, sonagli, nacchere. E insieme alle guide naturalistiche è andata in scena per quasi due ore una bella edizione morbegnese di Ciamà l'erba: c'è stato il momento della merenda; le classi hanno visitato nel primo giorno di primavera le rogge, oggetto degli interventi di riqualificazione fluviale e di ingegneria naturalistica, di rimboschimento, che stanno riportando tutta l'area a condizioni ambientali ripristinate. Sollecitando il bel tempo, la primavera, secondo le tradizioni contadine, e divertendosi con i richiami, a scampanare a tutta. «La scuola di Campovico – hanno spiegato le insegnanti della primaria – è di casa nel suo parco, che è sempre di più un luogo di fruizione del verde per tutta la città. Qui al Parco della Bosca, i nostri ragazzi hanno realizzato in passato, insieme all'Ersaf, i pannelli delle bacheche che illustrano ai visitatori fauna e flora dell'habitat fluviale e di costa. L'attenzione per l'ambiente è costante nel nostro ciclo didattico: in questo anno curricolare stiamo studiando la Colmen, altro contesto interessante, monte che sovrasta la frazione, e che gode di particolarità climatiche e forestali». Ciamà l'erba 2012 nella città del Bitto, ha visto anche il contributo di Coldiretti, del Sfa Morbegno, Servizio sociale e territoriale di formazione all’Autonomia. Tra le guide dell'escursione, anche l'assessore all'Ambiente Stefano Ciapponi. «Il parco – ha commentato – è una ricchezza, e momenti come questo servono a sentirlo sempre più una risorsa per la città»; «A scuola a Campovico – ha aggiunto – vengono anche bambini di Morbegno. Ciamà l'erba serve come richiamo a tutti, per non dimenticare l'importanza del verde vicino alle case, la cura dell'ambiente come progetto per il futuro: insieme a Coldiretti, che è stato partner dell'iniziativa di oggi, stiamo proseguendo con i mercati di prodotti a chilometri zero. La tradizione agricola della zona, - ha concluso l'amministratore – è un patrimonio che va difeso e promosso anche attraverso i riti contadini, e i campanacci sono allegri, sono una gioia per i bambini, siamo contenti». &nbsp;</p>
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