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      <title><![CDATA[Tagli e mantenimenti degli enti provinciali - morbegnoonline.com]]></title>
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      <pubDate>Thu, 05 Jul 2012 01:59:00 +0200</pubDate>
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         <title><![CDATA[Cgil: "Forse salva la Provincia, restano dubbi sul potere futuro dell'ente"]]></title>
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         <pubDate>Thu, 05 Jul 2012 01:59:00 +0200</pubDate>
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         <content:encoded><![CDATA[<p>
	La giornata di ieri ha visto trapelare anticipazioni importanti su quelli che saranno gli enti abrogati nelle nuove misure per il risparmio della spesa pubblica, la <em>spending review</em>, e sulle realtà istituzionali che potrebbero mantenere il proprio ruolo. Una nota diffusa ieri dalla segreteria provinciale della Cgil che si riuniva a Forcola, dava indicazioni in questo senso. Che seguono altre anticipazioni fatte nei giorni scorsi dal presidente Massimo Sertori. Ma questo è il testo diffuso ieri dalla Cgil provinciale:&nbsp;<span style="font-family: 'Times New Roman', serif; ">«</span>Il tema della salvaguardia dell’ente Provincia di Sondrio, che ha caratterizzato l’agenda provinciale in questi&nbsp; mesi e su cui ci siamo espressi ed impegnati con grande chiarezza fin dal primo momento considerando la Provincia di Sondrio istituzione necessaria per rappresentare gli interessi del territorio e farne sintesi, è giunto ad uno snodo estremamente delicato.&nbsp;Il Governo pare infatti disponibile ad accogliere, all’interno del decreto che contiene una serie di misure per il contenimento della spesa pubblica, una modifica che dovrebbe consentire alla Provincia di Sondrio di salvarsi.&nbsp;Dal taglio previsto resterebbero infatti escluse, nel provvedimento in discussione, le province che rispettano almeno due dei tre criteri fissati dai tecnici del governo, vale a dire una popolazione residente di 350.000 abitanti, un’estensione territoriale di almeno 3 mila chilometri quadrati e l'esistenza, sul territorio, di almeno 50 amministrazioni comunali. La Provincia di Sondrio, rispettando due dei tre parametri previsti, sarebbe pertanto fra le 46 che si salverebbero, mentre altre 42 sarebbero quelle soppresse.&nbsp;Si tratta - hanno chiarito dalla Cgil - di un primo, ma importante risultato, frutto delle tante iniziative intraprese sul tema. Basti ricordare le&nbsp; firme raccolte attraverso la petizione popolare, caso unico nel panorama nazionale, ma anche l'insistenza di molti e tra questi della Cgil di Sondrio sulla necessità di riconoscere le specificità del nostro territorio montano.&nbsp;A questo punto si tratta di continuare ad esercitare ogni possibile forma di pressione per ottenere le necessarie modifiche del provvedimento su due ordini di problemi ancora aperti, entrambi di vitale importanza: il meccanismo di elezione e le competenze dell’ente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
	Nel merito del meccanismo di elezione, il provvedimento proposto non prevede, allo stato dei fatti, novità rispetto al precedente decreto. Rimane quindi estremamente elevato&nbsp; il rischio di un declassamento della provincia a ente di "secondo livello" e, in quanto tale, oggettivamente svuotato di ogni reale funzione politica.&nbsp;Lo stesso vale per le competenze. L'attuale provvedimento prevede che saranno trasferite alla Regione la maggior parte delle funzioni attualmente svolte dalle Province e che queste saranno chiamate ad assolvere principalmente funzioni di "area vasta". Ciò sarebbe pregiudizievole per il nostro territorio perché le tendenze centralistiche di Milano sono altrettanto forti di quelle romane. Si tratta quindi di intervenire per favorire un rafforzamento e non per uno svuotamento delle funzioni e dei compiti attualmente in capo alla provincia, come del resto richiesto a livello nazionale anche dal documento dell’Unione delle Province Italiane. Crediamo&nbsp;che sia necessario governare i processi di riordino anziché subirli. Questo, in provincia, significa essere in grado di mettere in campo una proposta complessiva di riordino del sistema degli enti locali che abbia al centro un rinnovato e potenziato ruolo dell’Ente Provincia, ma che affronti anche il problema del superamento delle Comunità Montane, le cui competenze possono essere trasferite in parte alla stessa provincia&nbsp; e in parte ai comuni che, a loro volta, devono imboccare (specie i più piccoli) la strada del loro accorpamento, da realizzarsi attraverso le Unioni e&nbsp; le fusioni non appena siano maturate le condizioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
	La convocazione di un Consiglio provinciale ad hoc con la presenza di tutte quelle forze che hanno promosso e partecipato alla raccolta delle firme sulla petizione popolare potrebbe rappresentare un primo momento di riflessione e di rilancio di questa strategia<b><font face="Times New Roman, serif">»</font></b>.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
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