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      <title><![CDATA[Riflessioni pubbliche - morbegnoonline.com]]></title>
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      <pubDate>Wed, 23 Oct 2013 12:57:00 +0200</pubDate>
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         <title><![CDATA[Bitto storico e del consorzio, perché si cerca di riattizzare la guerra]]></title>
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         <description><![CDATA[Che triste assistere agli ultimi focolai di "Guerra del Bitto" nel 2013. Che triste vedere un tecnico come Renato Ciaponi, che è anche un manager, manager mite, presidente del Consorzio turistico Porte di Valtellina, della Bassa Valtellina, entrare nel mirino e diventare obiettivo di una controinformazione davvero eccitata, messa in moto dalla&nbsp;Societa Valli del Bitto Trading spa. Ciaponi, che ha cercato, nella 106a Mostra del Bitto di ricavare spazio anche al "racconto" del formaggio...]]></description>
         <pubDate>Wed, 23 Oct 2013 12:57:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Che triste assistere agli ultimi focolai di "Guerra del Bitto" nel 2013. Che triste vedere un tecnico come Renato Ciaponi, che è anche un manager, manager mite, presidente del Consorzio turistico Porte di Valtellina, della Bassa Valtellina, entrare nel mirino e diventare obiettivo di una controinformazione davvero eccitata, messa in moto da<span style="line-height: 1.6em;">lla&nbsp;</span><span style="line-height: 1.6em;">Societa Valli del Bitto Trading spa. Ciaponi, che ha cercato, nella 106a Mostra del Bitto di ricavare spazio anche al "racconto" del formaggio Bitto. Al suo carattere di formaggio d'Alpe, alle sue prerogative di gusto. Ai suoi connotati di prodotto-mito, per storia, tradizione, criteri distintivi. Proponendo oltre che merchandising, suggestioni, bellezza.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="line-height: 1.6em;">E Che è stato additato come un "traditore delle verità" tra i contendenti della "Guerra del Bitto che fu".</span></span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="line-height: 1.6em;">Le solite note acri:&nbsp;</span></span><span style="line-height: normal;">«Alla presentazione della Mostra del Bitto 2013 - gli è stato rimproverato -, Renato Ciaponi, dimenticando di rappresentare anche l'istituzione locale, ovvero tutti, ha attribuito al Bitto del Consorzio tutela, meriti che sono del Bitto storico».&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="line-height: 1.6em;">Bitto storico, Bitto del Consorzio di Tutela. </span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="line-height: 1.6em;">Per una volta che in una grande mostra casearia, oltre il fervore commerciale qualcuno prova a parlare di montagna, in modo tra l'altro appropriato, di contenuti e valori che sono in campo, dalla parte del Bitto storico, come dalla parte del Consorzio tutela. Del Bitto. Bang, Gli sparano. </span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="line-height: 1.6em;">Ed è imbarazzante vedere l'astio con il quale si cerca di riattizzare le dispute sul prodotto caseario valtellinese. <em>Sono poi "comunicati stampa che volano".</em>&nbsp;</span><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Anche Albaredo, a dire il vero, altro storico competitor della “guerra del Bitto” aveva in un recente comunicato stampa affermato quanto segue: «La Valle del Bitto di Albaredo è l'unica vallata alpina orobica dove ancora si pratica la transumanza, a testimonianza dell'agricoltura che vive e che offre ai consumatori l'autenticità».&nbsp;<span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;&nbsp;</span></span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">E non è vero. Si "montica" ad Albaredo, a Gerola, crediamo anche al Tartano.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Bitto storico, Bitto del consorzio, ma se si parla con i casari tradizionali, lamentano di venire pagati in ritardo, ci dicono delle attese per spuntare un prezzo adeguato. Di essere costretti a vendere direttamente ai negozi.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Quando il Bitto di Gerola venne perseguitato, in tanti presero giustamente posizione. Si andava a Gerola, e la parola Bitto non la si poteva "leggere" da nessuna parte. Era stata cancellata per sfuggire alle sanzioni Cee. Una vergogna per i politici locali, che stettero dietro quel vero e proprio boicottaggio.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Poi venne il presidente della Provincia a Gerola, alla Sagra del Bitto, per fare ammenda e chiudere ogni contesa. E il palco davanti a lui, restò vuoto.<br>
E anche quella fu una vergogna in fondo in capo a una responsabilità sola.</span></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 1.6em;">&nbsp;</span></p>
<p>Adesso c'è il Bitto storico, il Bitto del consorzio&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Comunicare la montagna è difficile. Sempre, per giornalisti, curatori di mostre rivolte al grande pubblico, anche per i più integralisti dei produttori. Ricominciare a "galvanizzarsi" e a menar cazzotti mediatici contro l'avversario di turno, non aiuta nessuno, è solo un menare qualcosa da soli, alla fine, si diventa ciechi.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img alt="" height="144" src="http://files.morbegnoonline.webnode.it/200205851-d22d1d3273/roucje.JPG" style="float: right;" width="156"><br>
&nbsp;</p>
<blockquote>
	<p><span style="color:#333333;">Un bel guaio: scoprire un giorno che della Guerra del Bitto non interessa più nessuno</span></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Morbegnoonline</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
         <title><![CDATA[Rifateci vedere Arancia meccanica di Stanley Kubrick]]></title>
         <link>http://www.morbegnoonline.com/news/rifateci-vedere-arancia-meccanica-di-stanley-kubrick/</link>
         <description><![CDATA[Il grosso problema? I palinsesti televisivi.
Manco a dirlo. Ché la colpa è sempre di quello lì...
Però è vero. Televisione pubblica, c'è Corrado, la Carrà, Paolo Panelli a tutte le ore. Un tempo Rai 3 aveva inventato "Schegge" una curata rivisitazione di programmi "vintage" che venivano dissepolti trasmessi e rivalorizzati. Poi l'idea è stata un po' troppo apprezzata. Dai vertici delle televisioni che facevano programmazione "pescando" solo dai propri archivi. E oggi ci ritroviamo Corrado in...]]></description>
         <pubDate>Tue, 03 Sep 2013 11:39:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:18px;"><span style="font-family:times new roman,times,serif;">Il grosso problema? I palinsesti televisivi.</span></span></p>
<p><span style="font-size:18px;"><span style="font-family:times new roman,times,serif;">Manco a dirlo. Ché la colpa è sempre di quello lì...</span></span></p>
<p><em>Però</em> è vero. Televisione pubblica, c'è Corrado, la Carrà, Paolo Panelli a tutte le ore. Un tempo Rai 3 aveva inventato "Schegge" una curata rivisitazione di programmi "vintage" che venivano dissepolti trasmessi e rivalorizzati. Poi l'idea è stata un po' troppo apprezzata. Dai vertici delle televisioni che facevano programmazione "pescando" solo dai propri archivi. E oggi ci ritroviamo Corrado in prima serata; il Quartetto Cetra.</p>
<p>Su Mediaset e consorelle, Van Damme a manetta: Rambo. Quelli menano. C'è lo splatter.</p>
<p><span style="color:#003366;"><strong><span style="font-family:trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Noi volevamo rivedere anche spesso Arancia Meccanica</span></strong></span>, film del 1971 che prefigurava, calato nelle periferie londinesi il mondo di oggi. Teppisti che vanno in giro a menare la gente come ci si mena - questo da tempo - agli stadi. Nazismo, violenza, razzismo, sessismo, alienazione come terreno di crescita di una nuova generazione giovanile infinita immersa nell'oblio del limite, della morale, del giusto. Film fantascientifico, ma di confine con un nuovo mondo che si andava delineando. Ma non si vuole fare la recensione del film, non siamo mica come certe pubblicazioni locali che "recensiscono" Modigliani. (?!)&nbsp;</p>
<p>Preferiamo parlare del qui e dell'adesso.&nbsp;</p>
<p>E dunque, Morbegno, i quattro fuggitivi per una sera dalla comunità rieducativa il Gabbiano malmenano in modo belluino un uomo a passeggio con la figlia. Erano, sono in una comunità rieducativa, che serve appunto a ricomporre personalità compresse e disgregate e a riformulare modelli di comportamento, e metodi.&nbsp;</p>
<p>Ma anche qui non vogliamo entrare nel merito. Non siamo mica, chessò, o che sappiamo? don Diego Fognini, che con la sua comunità di queste operazioni di recupero di identità giovani e ammalate, deviate, ne fa decine.</p>
<p>Noi scriviamo.</p>
<p>Più o meno negli stessi giorni, qualche buontempone a Talamona, sottopassaggio ferroviario ha fatto il suo graffito su quello pagato dal circolo culturale Arci demos e dalla amministrazione comunale. Falli disegnati vicino alle grazie femminili, svastiche, croci celtiche, scritte razziste, omofobe - che vuol dire aggressive contro lesbiche e gay - il classico e immancabile "Tornate a casa vostra", "Prima i nostri".</p>
<p>E dunque.</p>
<p>Sui primi, c'è poco da dire. Sono maggiorenni, e "misti" come composizione del gruppo. Metà arrivati dall'estero; metà da Como. Un bel mix in un mondo che vede le sue culture sempre più commiste e indistinte. Da maggiorenni risponderanno dei crimini portati ad un uomo mite e sul quale hanno infierito come delle bestie.&nbsp;</p>
<p>Sui secondi, verrebbe da proporre: ma perché razzisti delle nuove ore e neonazisti non chiedono loro, con i loro bei valori, alle amministrazioni, come l'amministrazione di Talamona, di decorare con i loro bei disegni, i loro simboli un brutto - come a Talamona sottopassaggio ferroviario?&nbsp;</p>
<p>Non si imbratti il lavoro fatto, si dia spazio altro alle espressività. Falli, croci celtiche. Se qualcuno vuole decorar ei propri esterni con questo bell'armamentario di icone, è giusto che trovi in chi vanta sui propri pennarelli e pennelli, questo tipo di decor il giusto interlocutore. Insomma: che mille "fiori" sboccino.</p>
<p>Noi, nel frattempo aspettiamo di vedere un po' più spesso e ad ore potabili in televisione l'opera educativa e antropologica, Arancia meccanica.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp; &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
         <title><![CDATA[Sembrare Veri /editoriale #turismo, Morbegnoonline]]></title>
         <link>http://www.morbegnoonline.com/news/sembrare-veri-editoriale-turismo-morbegnoonline/</link>
         <description><![CDATA[
&nbsp; sembrare veri
&nbsp;
Qualche volta sembra che la Bassa Valtellina “non sembri”. Non sembra che qui ci sia la Valgerola, o la Valle di Albaredo, che ci sia il Bitto, che ci siano i pascoli alti, le zone dei laghi in quota, le “terre alte”, patrimoni naturali che la gente sogna di potere visitare almeno una volta nella vita. Luoghi di archeologia materiale, destinati a stuzzicare la curiosità di ogni cittadino urbano del mondo. 
&nbsp;
Qualche volta sembra che Morbegno disti dalla Val di...]]></description>
         <pubDate>Sat, 20 Jul 2013 17:59:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img alt="" src="http://files.morbegnoonline.webnode.it/200175566-5f1e36017c/SnapCrab_NoName_2013-7-20_11-7-34_No-00.png" style="width: 306px; height: 207px;"></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family:times new roman,times,serif;">&nbsp; sembrare veri</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:18px;"><span style="font-family:times new roman,times,serif;"><strong>Qualche volta sembra che la Bassa Valtellina “non sembri”. Non sembra che qui ci sia la Valgerola, o la Valle di Albaredo, che ci sia il Bitto, che ci siano i pascoli alti, le zone dei laghi in quota, le “terre alte”, patrimoni naturali che la gente sogna di potere visitare almeno una volta nella vita. Luoghi di archeologia materiale, destinati a stuzzicare la curiosità di ogni cittadino urbano del mondo.</strong> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><em>Qualche volta sembra che Morbegno disti dalla Val di Mello cento chilometri</em>. La Val di Mello, un capolavoro della natura, luogo secondo Bonatti, il monzese e valtellinese, alpinista ed eroe nella tragedia del Pilone centrale del Freney, l'<i>eroe vero</i> della prima spedizione italiana al K2, luogo di montagna, secondo lui, non tra i più belli: il più bello del mondo. Sopra la Val di Mello sembra ci sia <strong>la Val Masino</strong>. C'è il Pizzo Badile, il Pizzo Cengalo, la Punta Allievi, tanto per citare qualche vetta. Se uno gira tutte le Alpi trova pareti simili solo in Lavaredo e sul versante francese del Monte Bianco. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Tartano è un miraggio, anche se arrivarci è una penitenza. Non sembra, ma anche Tartano è un luogo da pellegrinaggio. E ci sono gli orsi, e ci sono le linci, i cervi. Poi c'è la città: Morbegno, Cantine. Per Milano è così. Morbegno è conosciuta per Cantine, la manifestazione enogastronomica di primo autunno. E per il Bitto. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Le piccole valli sono in via di valorizzazione, non dimentichiamo Sostila, il lavoro che sta facendo Forcola. La Val Lesina con il Legnone è un parco a sé, tutto ancora da valorizzare: una specie di wilderness ulteriore immersa nell'area protetta orobica. I Cèch hanno la vitalità delle vigne, e dei vignaioli, che fanno vini destinati passando per un po' di barrique, a breve, a non sfigurare davanti a Dirupi. E hanno i sentieri in piano, quelli che fanno allegre le comitive gli escursionisti da “passo lento”. Poi vicino c'è il lago. Sono quindici chilometri. Colico è un'attrattiva. C'è il Kite surf. Ci si può arrivare in bicicletta immergendosi nel Sentiero Valtellina.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Poi c'è Albaredo, che ha Fly Emotion: se si costruisse una palestra di roccia sulla strada per Bema, il polo ricreativo e il grande impianto orobico a fune, si rivelerebbe come una vera “dinamite” sui sonni assopiti di un certo turismo lombardo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">In tutto questo Morbegno, con i suoi operatori, i suoi intellettuali, cittadini attivi e con gli occhi alla vicina Engadina, cerca il proprio vettore turistico.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><em>In una serata-dibattito andata in scena giovedì a cura di alcuni albergatori, si sono incrociate tutte queste rivelazioni</em>. Morbegno che ha chiaro tutto questo, ma a pezzi. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Chi sa il valore della Val di Mello, non “vede” Cantine. Chi rivendica, di “avere inventato cantine” non ha la certezza sulla integrazione possibile tra i soggetti turistici. Chi vuole cambiare marcia critica tutto. Chi critica tutto non vuole cambiare marcia. Chi indica l'assenza del prodotto, non indica i prodotti primi da rendere tesoro di marchio. Tutti si dimenticano il vino dei Cèch. Che pure “sembra” ci sia.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Ma tutto questo è nulla. I tempi non ammettono facezie. Morbegno ha una chiave chiara per il proprio futuro. La ha insieme, come sostengono peraltro gli stessi amministratori cittadini, “perlomeno a Gerola e Valmasino”, due dei luoghi di montagna più affascinanti d'Italia.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Forse manca proprio il marchio. Che per un territorio, si chiama Marca, la “marca territoriale”. Va pensata, forse va chiamato qualcuno di esperto per elaborare il tema. Si faccia attenzione che non siano di nuovo i creativi di “Emozioni” che hanno già sfornato &nbsp;&nbsp;</span></span></p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
         <title><![CDATA[Editoriale§ Valle che muore: be' non lasciamola morire]]></title>
         <link>http://www.morbegnoonline.com/news/editoriale/</link>
         <description><![CDATA[&nbsp;
Noi abbiamo delle fisse, delle idee fisse - qualcuno, ci vorrà perdonare per questo. 
In realtà, come tanta brava gente che ascolta, guarda, osserva, registra, si fa un'idea, &nbsp;avremmo in realtà delle convinzioni. Poi, siccome i "massimi sistemi" si attestano e operano e scelgono da altre parti, le "convinzioni" senza il conforto di confronti, di feedback decisivi si allineano alla fine tra le cose inutili. Le si sentono come frustrazioni. E diventano fisse. Delle fisse.
&nbsp;
Ad...]]></description>
         <pubDate>Mon, 24 Jun 2013 09:27:00 +0200</pubDate>
         <guid isPermaLink="true">http://www.morbegnoonline.com/news/editoriale/</guid>
         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size:18px;"><span style="font-family:times new roman,times,serif;">Noi abbiamo delle fisse, delle idee fisse - qualcuno, ci vorrà perdonare per questo. </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:18px;"><span style="font-family:times new roman,times,serif;">In realtà, come tanta brava gente che ascolta, guarda, osserva, registra, si fa un'idea, &nbsp;avremmo in realtà delle convinzioni. Poi, siccome i "massimi sistemi" si attestano e operano e scelgono da altre parti, le "convinzioni" senza il conforto di confronti, di feedback decisivi si allineano alla fine tra le cose inutili. Le si sentono come frustrazioni. E diventano fisse. Delle fisse.</span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><em>Ad esempio: pensiamo che la Valtellina, nonostante i moltissimi capannoni che infestano il fondo valle in Bassa Valle. Lo infestano specie quando restano lì, sotto, o "non" utilizzati. Dicevamo: pensiamo che la Valtellina: nonostante uno sviluppo che non ne sostiene spesso le prerogative, sia una valle a vocazione turistica.&nbsp;</em></span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">100 Km da Milano.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Be, uno può dire: per Bormio ce ne vogliono 206. Altri 44 per andare a Livigno. Sì: ma sono 92 a Colico, 110 per andare a Verceia. 121 a Gerola alta, 129 a raggiungere il Sasso di Remenno. Ah, poi con la nuova 38 sarà molto più semplice arrivare a Bormio.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">L'assessore Cotelli, in visita al MelloBlocco n° nove stupiva: C'è anche il bouldering!</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Sì. C'è. La Val Masino lo sa dal 1977, lo sapevano i milanesi che da allora frequentano a decine di migliaia le oasi di sasso della valle retica. Come il grande turismo alpino, che arrivava già negli anni '50 da tutta Europa in alto, in Val Masino, sul Badile, Cengalo. Tra le montagne più belle d'Europa.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Ora è difficile recuperare una visione compatibile di valorizzazione dei tesori di un mondo relegato a via di transito per i "luoghi belli". Tesori, che però ci sono.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Una politica davvero, apparentemente cieca, in decenni, e decenni, sembra avere visto la Valtellina come un posto che doveva pregare per avere. No. La Valtellina, la Valchiavenna sono le uniche Alpi di Lombardia. Nel Lecchese, nella Bergamasca nel comasco ci sono solo i "paracarri" di queste montagne. La Valtellina le sue carte da giocare le ha. E' unica. Non solo la Magnifica terra, ma tutta la sua montagna, dalle valli laterali alla mezza costa. Anche in Bassa Valle.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Questa unicità non ha avuto valorizzatori. C'è stato il giusto occhio di riguardo, sullo sci. Anche se a tirare sono stati prima di tutto gli operatori. Di Bormio, di Livigno. Il resto del... come lo si definisce: già, il "Territorio"? è stato - quasi - e spesso dimenticato. Basta prendere una strada, una a caso, da Morbegno. E salire, in un posto a caso: a Gerola? E: lo si capisce. Non si parla dell'oggi. Ma di decenni di apparente trascuratezza sugli indirizzi di sviluppo dei contesti di maggiore ricchezza ambientale di una grande, operosa, intraprendente Valle alpina. Di questa Valle, la Valtellina.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Ora si dice: la Valle muore.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Certo. Lo attesta con i dati, e non lo dice, Giocondo Cerri, segretario della Cgil provinciale: nella sua bozza di relazione annuale. I dati parlano di&nbsp;&nbsp;oltre 5.000 posti di lavoro, persi in provincia&nbsp;dall’inizio della crisi, di&nbsp;centinaia di lavoratori in cassa integrazione o mobilità senza prospettive e altre centinaia di posti di lavoro a rischio. </span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Dio: nel Paese e in generale la situazione non corre. Si tratta di capire che gioco si voglia giocare.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Se si sceglie di "giocare" al futuro, si fa, come si è fatta in questi anni recenti, la battaglia per portare più ricaduta nelle zone sulla partita delle grandi concessioni idriche.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Ma oltre a questo, ci si accorge dei tesori, e si comincia a non trascurarli più.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">La scorsa settimana la magnifica e remota, quasi irraggiungibile Tartano, chiamava relatori da Milano per discutere dell'Orso. Che sta tornando.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Il Parco nazionale dell'Abruzzo sull'orso, sulla sua presenza tra quei cocuzzoli di calcare spento, ha vissuto turisticamente anni. Speriamo che qui non se ne riapra la caccia. &nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">&nbsp;</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
         <title><![CDATA[Incontri tra culture, per non innalzare steccati]]></title>
         <link>http://www.morbegnoonline.com/news/incontri-tra-culture-per-non-innalzare-steccati/</link>
         <description><![CDATA[Ogni tanto anche in città veniamo raggiunti da qualche buona notizia. Una, che risale al fine settimana passato, ci porta in un circolo culturale di Morbegno, il Ri Circolo, ex sede Acli. L'associazione Metti in circolo l'ambiente, insieme con il Ctp di Delebio ha dato vita, ad una festa multiculturale.&nbsp;
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Il contesto allestito era quello di una fiesta latinoamericana, c'erano ragazze donne ragazzi, uomini dei corsi Ctp di Delebio, la scuola e il centro di formazione adulta che aiuta...]]></description>
         <pubDate>Fri, 07 Jun 2013 12:01:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size:18px;"><span style="font-family:times new roman,times,serif;">Ogni tanto anche in città veniamo raggiunti da qualche buona notizia. Una, che risale al fine settimana passato, ci porta in un circolo culturale di Morbegno, il Ri Circolo, ex sede Acli. L'associazione Metti in circolo l'ambiente, insieme con il Ctp di Delebio ha dato vita, ad una festa multiculturale.&nbsp;</span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Il contesto allestito era quello di una <a href="http://www.morbegnoonline.com/news/serata-di-incontri-con-i-paesi-sudamericani/" target="_blank">fiesta latinoamericana</a>, c'erano ragazze donne ragazzi, uomini dei corsi Ctp di Delebio, la scuola e il centro di formazione adulta che aiuta i nuovi cittadini ad inserirsi nella società locale, impegnati dietro agli stand. In cucina, a preparare piatti delle tradizioni alimentari, o ad animare canti, danze. Momenti di discussione.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">In un panorama di iniziative culturali fortemente accentrate sul contesto di economia e fraseggio locale, indicatore di una dimensione di cittadinanza piuttosto chiusa, tra attenzioni a qui, al di là delle Alpi, all'Europa dei viaggi, intensificare gli incontri con i nuovi abitanti dei nostri centri, dei paesi, delle città, è quasi obbligato ed è bello contare su una disponibilità in tal senso.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Perché noi, se qualcuno non lo avesse capito: non potremo più essere soli. Saremo per sempre insieme. Quindi, meglio iniziare a mettere nei capitoli di attività divulgativa e sociale, nei cineforum, nei dibattiti, il tema dell'incontro e della scoperta con le culture del mondo in arrivo.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Donne, uomini che poi devono adeguarsi alle nostre leggi, ecc.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Ma nessuno ci dividerà più. Non le leggi, non i soprusi la scarsa attenzione alla integrazione da parte degli uni come degli altri.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">In Francia, che ha una migrazione in ingresso molto più elaborata nel contesto sociale, ogni film ogni serata, ogni discussione non ignora il vicinato tra culture che devono cercarsi per non confliggere. In Italia, non solo in Valle, sembra che si guardi ad altro.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Abbiamo nelle sale cinematografiche la "Grande bellezza" lo sguardo che si intreccia sugli interni delle abitazioni di alto rango. Della Capitale. Oppure sulla "mala", in salsa milanese, in una rievocazione quasi epica di momenti e scenari per fortuna distanti, e che non erano mica tanto belli... </span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Lo Straniero lo si conosce al di là del mare, lo si osserva volentieri lì.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Iniziare a entrare in contatto, in mille occasioni, è il target obbligato per gli apparati di facilitazione della coesione sociale. Di creatività inconsulta, non abbiamo più bisogno: i nostri luoghi hanno urgenza di opportunità di mediazione, di confronto culturale, con mondi che sono in arrivo, e che non si possono confinare fuori dalle porte delle case "buone".&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;">Non abbiamo periferie, in cui occultare i problemi: stiamo diventando noi una periferia.&nbsp;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
         <title><![CDATA[Addetti, e professionisti Stampa]]></title>
         <link>http://www.morbegnoonline.com/news/addetti-e-professionisti-stampa/</link>
         <description><![CDATA[C'è sempre un momento di passaggio negli interessi sui ruoli pubblici. Si è "benemeriti" per anni, poi un bel giorno: la crisi: si pensa a qualche "ritorno" maggiore e si diventa sbilanciati.
Succede alcune volte, rarissime e per questo ancor di più più evidenti, sui ruoli degli addetti stampa. In Valle qualcuno c'è. Alcuni professionali, professionisti veri: normalmente di ruolo con la politica o l'amministrazione, le Federazioni: dei Colleghi. Inappuntabili, e se attenti agli interessi del...]]></description>
         <pubDate>Mon, 06 May 2013 11:50:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p>C'è sempre un momento di passaggio negli interessi sui ruoli pubblici. Si è "benemeriti" per anni, poi un bel giorno: <em>la crisi</em>: si pensa a qualche "ritorno" maggiore e si diventa sbilanciati.</p>
<p>Succede alcune volte, rarissime e per questo ancor di più più evidenti, sui ruoli degli addetti stampa. In Valle qualcuno c'è. Alcuni professionali, professionisti veri: normalmente di ruolo con la politica o l'amministrazione, le Federazioni: dei Colleghi. Inappuntabili, e se attenti agli interessi del committente, assolutamente determinati e abituati a dare la massima diffusione dei messaggi, delle comunicazioni e note. Le Note stampa.</p>
<p>Altre volte il ruolo di addetto stampa viene interpretato in maniera volontaria. E diffusa.</p>
<p>Qualcuno si lamenta. L'approccio volontario - e il possesso dei dati - possono rendere inclini a mettere in maggiore evidenza gli interessi della propria società, del proprio sodalizio. Magari a minimo discapito dei legittimi valori espressi da altri. Che magari l'addetto stampa non ce l'hanno.</p>
<p>In questa redazione, che è guidata da un giornalista professionista, ex direttore editoriale Rcs e Fabbri, operativo a Tele Nova, sul Secolo XIX, per l'editrice Sole 24, per Garzanti, ogni questione afferente al giornalismo, è questione non arbitraria. C'è un metodo.&nbsp;</p>
<p>Poi, alcune volte, e altrove, si vede che il metodo non c'è. Ci sono persone che fanno magari del giornalismo, e insieme prendono competenze da addetti stampa, ma i Comunicati stampa, mica li inviano a tutti.&nbsp;</p>
<p>Altri che siccome hanno una mailing list fitta, vogliono imporre prodotti, consulenti.</p>
<p><br>
Ecco. Noi scriviamo magari meno di altri. Se meglio o peggio, non sta a noi dirlo, facciamo le doverose considerazioni: possono piacere; non piacere. Ma le scelte editoriali nostre possono solo essere valutate. Mai imposte. Sono lungamente ponderate, logiche, nostre. Nella libertà e nella responsabilità che fanno bello e utile questo mestiere.</p>
<p><br>
Danilo Rocca</p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
         <title><![CDATA[Vocazioni dei luoghi e iniziative di sviluppo]]></title>
         <link>http://www.morbegnoonline.com/news/vocazioni-dei-luoghi-e-iniziative-di-sviluppo/</link>
         <description><![CDATA[A Morbegno si farà un ostello. Non solo. La comunità montana sta approntando il proseguimento in città del Sentiero Valtellina, nel tratto mancante: e anche nel Parco della Bosca ci saranno nuove sezioni di ciclabile. Inoltre un nuovo sentiero, questo a mezza costa condurrà altri cicloturisti e escursionisti da Morbegno a Tirano, in dolce andare tra i terrazzamenti e le sommità pedemontane del versante retico. Sono questi i tre segmenti del progetto Distretti culturali della Valtellina,...]]></description>
         <pubDate>Wed, 17 Apr 2013 14:54:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p>A Morbegno si farà un ostello. Non solo. La comunità montana sta approntando il proseguimento in città del Sentiero Valtellina, nel tratto mancante: e anche nel Parco della Bosca ci saranno nuove sezioni di ciclabile. Inoltre un nuovo sentiero, questo a mezza costa condurrà altri cicloturisti e escursionisti da Morbegno a Tirano, in dolce andare tra i terrazzamenti e le sommità pedemontane del versante retico. Sono questi i tre segmenti del progetto Distretti culturali della Valtellina, iniziativa promossa da Fondazione Cariplo per valorizzare ambienti, nuclei storici e patrimoni e particolarità locali in Lombardia. E la Bassa Valle vede sorgere in questo senso tre importanti realizzazioni. Vengono spesi fondi per percorsi ciclopedonali alternativi alle grandi strade e vie di comunicazione, e nello stesso tempo si dà vita ad un ostello, un albergo del &nbsp;viandante, senza ristorazione e con solo il servizio della prima colazione.</p>
<p>Le proteste a riguardo non sono mancate. E sull'obiettivo "ostello" un po' di perplessità fa fatica a non nascere<span style="font-size:12px;">.&nbsp;Abbiamo comunque una struttura che arriva e impegnerà sul piano della concorrenza anche gli alberghi e hotel del mandamento.</span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="line-height: 1.6em;">E comunque è bello avere delle cose nuove, poi altra cosa è farle funzionare.&nbsp;</span></span></p>
<p>In generale, quello che appare in costruzione, specchiandosi in queste e altre nuove opere in avvicinamento in Bassa Valle, come la piscina mandamentale, è un'idea di comprensorio a marcata vocazione turistica. Potenzialità che la Bassa Valle ha. Qui c'è la Val Masino, c'è la Val Gerola, le Valli del Bitto: Alpi di qualità, sapori di qualità, produzioni esclusive. Marchi territoriali noti in tutto il mondo. Lo sviluppo però non asseconda i nostri marchi, lo sviluppo rimorchia treni di turisti in Alta Valle. Nello sci sempre meno redditizio e nella montagna non destagionalizzata. Questo è nella storia di questi luoghi. In altre parti d'Italia, si sono sostenute intere aree, solo vendendo bene in chiave turistica la presenza dell'orso. Che qui, proprio in Bassa Valle, sta tra l'altro, tornando.</p>
<p>Forse, facendo dei bei cartelloni dedicati sulla nuova superstrada, con l'orso, il cervo, il turista si fermerà anche qui. &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
         <title><![CDATA[Morbegno, primo piano sul talento giovane]]></title>
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         <description><![CDATA[Settimane da non perdere a Morbegno, per chi vuole avere uno sguardo chiaro e illuminato su quanto si muove oggi in Italia dietro e davanti la cinepresa, o sul palco teatrale, nel campo delle produzioni giovanili di altissima qualità. Oggi l'Auditorium Sant'Antonio ha proposto agli studenti delle terze medie e prime e seconde superiori della città il prezioso e ammirevole lavoro teatrale delle autrice e regista milanese, Valentina Papis. Rappresentato in mattinata In Bilico. Tre attori giovani...]]></description>
         <pubDate>Fri, 05 Apr 2013 12:06:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p>Settimane da non perdere a Morbegno, per chi vuole avere uno sguardo chiaro e illuminato su quanto si muove oggi in Italia dietro e davanti la cinepresa, o sul palco teatrale, nel campo delle produzioni giovanili di altissima qualità. Oggi l'Auditorium Sant'Antonio ha proposto agli studenti delle terze medie e prime e seconde superiori della città il prezioso e ammirevole lavoro teatrale delle autrice e regista milanese, Valentina Papis. Rappresentato in mattinata In Bilico. Tre attori giovani sul palco, tutti poco più che ventenni: Matteo Castagna, la bravissima Ylenia Santo e la stessa regista: una mattatrice con una voce scoppiettante e sempre interna, vocata. Papis persino imbarazzante per il talento portato in lettere nella tessitura del soggetto, nella scrittura drammatica, a &nbsp;comporre una piccola opera minore che contiene tutti i temi, le metafore e i miti, le parole crude e dirette e la realtà di ogni sfaccettatura del disagio di un giovane.</p>
<p>Mercoledì 10 aprile ariva a Morbegno al sempre più autorevole Cinemino, dello spazio giovani, invitata dal gruppo di cinephile di Valle che hanno trovato con beneficio della città ospitalità e aggregazione nel centro culturale comunale, Simona Malagoli. Produttrice cinematografica indipendente, che con la sua agenzia e casa cinematografica ha fatto uscire e ha condotto al successo i Giorni della Vendemmia, pellicola indipendente, caso cinematografico e film d'autore, oltre che opera prima. Un lavoro che, uscito nelle sale nel 2010, si è fatto largo raccogliendo interesse iscrivendosi e partecipando con pazienza, da allora a&nbsp;<span style="font-size:12px;"><span style="line-height: 1.6em;">22 festival internazionali. Oggi è uno dei film che fanno girare gli incassi nei sempre meno frequentati cinema d'essai d'Italia ed è candidato ai David di Donatello 2013.</span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="line-height: 1.6em;">Anche qui attori deb, il regista e sceneggiatore, Marco Righi, capace di stare sul segno stilistico garbato che riesce a fare imporre le opere prime.</span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="line-height: 1.6em;">Il film &nbsp;sarà presentato al Cinema&nbsp;Iris,&nbsp;in viale Ambrosetti&nbsp;&nbsp;mercoledì 10 aprile alle 21.15. Dopo la visione incontro con gli autori&nbsp;</span></span></p>
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      </item>
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         <title><![CDATA[La nuova diffidenza sulle cose vicine]]></title>
         <link>http://www.morbegnoonline.com/news/la-nuova-diffidenza-sulle-cose-vicine/</link>
         <description><![CDATA[La traduzione in carcere del direttore dell'Azienda ospedaliera Valtellina Valchiavenna Luigi Gianola, le inchieste che lo riguardano, le inchieste attivate su appalti pilotati in Regione, e anche qui, sulle strutture sanitarie e per le apparecchiature che servono a curare le piaghe della salute, a inibire il male, impediscono una lettura di cronaca che non si specchi in interrogativi. Domande forse mai prima d'ora presenti in una dimensione raccolta, condivisa, quasi comunitaria come quella...]]></description>
         <pubDate>Thu, 14 Mar 2013 09:18:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p>La traduzione in carcere del direttore dell'Azienda ospedaliera Valtellina Valchiavenna Luigi Gianola, le inchieste che lo riguardano, le inchieste attivate su appalti pilotati in Regione, e anche qui, sulle strutture sanitarie e per le apparecchiature che servono a curare le piaghe della salute, a inibire il male, impediscono una lettura di cronaca che non si specchi in interrogativi. Domande forse mai prima d'ora presenti in una dimensione raccolta, condivisa, quasi comunitaria come quella della Valle.</p>
<p>Lo stesso dirigente dell'AOVV, Gianola, era persona avvicinata più volte per la resa di cronaca, da sempre reputato, da chi scrive, competente, scrupoloso. Un riferimento di chiarezza. Oggi si trova al centro di vicende che devono essere chiarite, e con imputazioni pesantissime. Ad indagini in corso, non si può che attendere ogni approfondimento di indagine, con fiducia, e con la coscienza di chi, abituato a dare per scontate alcune cose, deve, per forza, iniziare a diffidare di quanto magari ritiene o riteneva assodato. Anche con disagio, ma fino a prova contraria.</p>
<p>E così, la Valle emerge come da un lungo sonno infantile, abbastanza cristallino, e si trova nell'Italia ammalata, che confonde la sua strada, che sembra perdere la bussola, tra forze antiche logorate, altre giovani imberbi, tra conflitti mostruosi.</p>
<p>Ecco, questi conflitti, di colpo, generano le loro conseguenze anche qui. Morbegno è reduce da un confronto sul tema della sua istruzione primaria, che ha visto da una parte, buone regole di democrazia applicate ad un problema che divideva. Ma si è anche specchiata in un disordine e in una divisione che temiamo siano destinati a lasciare segni.</p>
<p>Anche qui, la tensione sociale che attraversa il Paese mostra tutte le sue carte, anche qui si osservano inadeguatezze, nevrosi che diventano palpabili riferimenti condivisi. Un atteggiamento non maturo in figure che si attendevano più referenziate.</p>
<p>Insomma, la dimensione del cambiamento e del sommovimento alberga anche qui, e lascia una inquietudine, uno sbigottimento che si affaccia sul futuro.</p>
<p>D.R. &nbsp; &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
         <title><![CDATA[Statale 38. Regione stupita per i ritardi?!?]]></title>
         <link>http://www.morbegnoonline.com/news/statale-38-regione-stupita-per-i-ritardi-/</link>
         <description><![CDATA[Morbegno . Ha poco da stupirsi la Regione Lombardia amministrativa, del presidente con le giacche paine, delle "eccellenze" spesso sbandierate, spesso poco verificate, per i ritardi accusati dai lavori sulla statale 38 in Valtellina. Oggi le locandine dei quotidiani riportano questo&nbsp;«sbigottimento» del nuovo assessore alle Infrastrutture e viabilità reduce dal tavolo tecnico &nbsp;di vigilanza sui lavori in Valtellina a Sondrio.
Un po' come dire: colpa di chi? Vostra, valtellinese. O: del...]]></description>
         <pubDate>Thu, 21 Feb 2013 09:43:00 +0200</pubDate>
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         <category><![CDATA[Riflessioni pubbliche]]></category>
         <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Morbegno</strong> . Ha poco da stupirsi la Regione Lombardia amministrativa, del presidente con le giacche paine, delle "eccellenze" spesso sbandierate, spesso poco verificate, per i ritardi accusati dai lavori sulla statale 38 in Valtellina. Oggi le locandine dei quotidiani riportano questo<span style="font-size:12px;"><span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;«sbigottimento» del nuovo assessore alle Infrastrutture e viabilità reduce dal tavolo tecnico &nbsp;di vigilanza sui lavori in Valtellina a Sondrio.</span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="line-height: 1.6em;">Un po' come dire: colpa di chi? Vostra, valtellinese. O: del predecessore, competente al Pirellone. Purtroppo risulta al cronista che i lavori le opere, viaggiano sui canali e le responsabilità istituzionali: partono da Roma, arrivano alla Regione, all'Anas, alle Province. E mettere un bell'accento di biasimo sui ritardi vuole anche dire biasimarsi un po' allo specchio, per un amministratore che non ha competenze lunari, ma terrene, territoriali, politiche, economiche. In un'amministrazione che ha&nbsp;</span></span><span style="font-size: 12px; line-height: 19.1875px;">competenze terrene, territoriali, politiche, economiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 12px; line-height: 19.1875px;">Se voleva essere una nota di biasimo alla Provincia, risulta strana. La Dirigenza provinciale non sembra sia stata con le mani in mano. Così i Comuni, gli enti territoriali che hanno messo un carico di soldi, perché la strada, andasse avanti.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 12px; line-height: 19.1875px;">Si sa invece che in Regione si è bloccata - o così almeno è stato riferito al cronista - la disponibilità delle sabbie di provenienza Cava del Tartano: sedime e basamento per l'opera, che doveva esserci, si parlava di centinaia di camion al giorno in su e in giù per la Valle: camion che non ci sono mai stati.</span></p>
<p><span style="font-size: 12px; line-height: 19.1875px;">Il sedime è stato comprato dalla ditta Salini, la costruttrice,&nbsp;</span><span style="line-height: 1.6em; font-size: 12px;">da terzi, a costi molto più alti. I soldi non si fabbricano, se vanno da una parte poi mancano spesso dall'altra. Poi magari i motivi dei ritardi sono altri, che noi non conosciamo, ma certo, nella vita, nella politica, fare come Ponzio Pilato, lascia sempre qualcuno - altro - sulla croce. Magari le intenzioni del nuovo assessore regionale erano quelle di essere stimolo. Ma le parole vanno soppesate. Come è dovuto, il verificare di chi siano colpe e responsabilità.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.6em; font-size: 12px;">Intanto si viaggia verso la conclusione di un'opera che la Provincia tutta palazzo Muzio, Comuni, Bim, le Categorie produttive, i lavoratori hanno pagato e in quantità persino sproporzionata per una piccola realtà territoriale.&nbsp;</span></p>
<p><span style="line-height: 1.6em; font-size: 12px;">Nel frattempo si va, in treno, per esempio. C'è anche la rotaia. Si va a Milano, e le carrozze di Trenord sono fredde la metà. Però guai a parlar male di Trenord. Che i suoi problemi se uno legge i giornali, sembra li abbia anche lei.&nbsp;<br>
E quindi: tutti santi, prima delle elezioni. In fondo, dai santi, o dalle persone mortali, i mortali, chiedono solo servizi, efficienza, un gestire normale, senza sparate dell'ultima ora. Senza negare le evidenze. Che mette nervi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="line-height: 1.6em; font-size: 12px;">Danilo Rocca</span></strong><br>
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
      </item>
   </channel>
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