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      <title><![CDATA[Ospedale malato - morbegnoonline.com]]></title>
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      <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 19:22:00 +0200</pubDate>
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         <title><![CDATA[Massimo Sertori: "Percorso di assestamento dei presidi sanitari provinciali concordato e in corso, inutili e non necessarie forzose polemiche"]]></title>
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	“Sulla Sanità servono trasparenza e dialogo per risolvere i problemi”. Così è intervenuto oggi Massimo Sertori, presidente della Provincia di Sondrio, dopo le discussioni emerse sui presidi ospedalieri, e il loro futuro.&nbsp;“Mi auguro - ha aggiunto il presidente - che così come dimostrato in più occasioni, i sindaci di Valtellina e Valchiavenna&nbsp;continuino a far prevalere il loro senso di responsabilità per il perseguimento di un obiettivo&nbsp;comune e raggiungibile, ovvero,...]]></description>
         <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 19:22:00 +0200</pubDate>
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	&nbsp;</p>
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	“Sulla Sanità servono trasparenza e dialogo per risolvere i problemi”. Così è intervenuto oggi Massimo Sertori, presidente della Provincia di Sondrio, dopo le discussioni emerse sui presidi ospedalieri, e il loro futuro.&nbsp;“Mi auguro - ha aggiunto il presidente - che così come dimostrato in più occasioni, i sindaci di Valtellina e Valchiavenna&nbsp;continuino a far prevalere il loro senso di responsabilità per il perseguimento di un obiettivo&nbsp;comune e raggiungibile, ovvero, così come concordato in occasione del primo Tavolo Territoriale&nbsp;per la Sanità del 31 maggio 2011, lo sviluppare i quattro presidi ospedalieri nell’ambito di un progetto di&nbsp;rete efficace e di qualità che eviti sovrapposizioni di specialità, per quanto possibile, fatti salvi &nbsp;i&nbsp;servizi d’urgenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
	Pur in un territorio interamente &nbsp;montano, antieconomico dal punto di vista&nbsp;delle attività - ha aggiunto -, abbiamo deciso, tutti insieme, di porre al centro il cittadino e i suoi bisogni&nbsp;prediligendo specialità, magari non sempre sotto casa, ma di livello. Una soluzione questa, al di là&nbsp;delle attuali criticità delle strutture, criticità per altro in fase di soluzione grazie agli interventi in&nbsp;corso, che punta a rendere la nostra sanità sempre più qualificata e dunque capace di attrarre&nbsp;professionisti competenti e capaci, risolvendo così anche il problema della carenza di risorse&nbsp;umane specifiche.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
	Io - ha aggiunto Sertori - preferisco mantenere un atteggiamento costruttivo e positivo:&nbsp;e non voglio pensare che i recenti episodi, le frizioni, oltre ad evidenziare alcune legittime&nbsp;preoccupazioni, siano magari stati influenzati anche da logiche di partito. Ho sempre avuto e&nbsp;mantenuto un approccio istituzionale rispetto alla &nbsp;questione e continuerò a farlo. Ho delle&nbsp;perplessità, invece, rispetto al metodo utilizzato &nbsp;in occasione dell’ultimo Tavolo in quanto, nei&nbsp;giorni precedenti, non sono giunte ne a me né all’Assessore Pradella, né mi risulta al Presidente&nbsp;della Conferenza dei Sindaci Alcide Molteni, segnalazioni da parte degli amministratori della&nbsp;Bassa Valle. Non so quanto possa giovare al raggiungimento degli obiettivi, per altro condivisi,&nbsp;l’aver dato spazio ad azioni dimostrative e al risalto mediatico delle stesse. Dobbiamo considerare&nbsp;innanzitutto - ha anche detto - alcuni fattori molto importanti: la disponibilità del Direttore generale Luigi Gianola e della Regione, disponibilità non così evidente per &nbsp;esempio in tempi passati; la gravità della&nbsp;situazione ereditata con quattro ospedali, tutti interessati da consistenti lavori di ristrutturazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
	La&nbsp;problematicità della gestione di un’azienda, la più grande della provincia che conta oltre 3.000&nbsp;dipendenti, e, non ultimi, gli obiettivi dettati dalla Regione Lombardia con la quale, grazie anche a&nbsp;questo Tavolo, lavoriamo all’insegna della collaborazione e dell’ascolto reciproco. &nbsp;Questo lungo e&nbsp;difficile cammino si sta compiendo all’insegna del &nbsp;confronto, una novità, come ben sapranno i&nbsp;sindaci, rispetto al passato. Sottolineo altresì che, ad oggi, proprio grazie al dialogo abbiamo già&nbsp;colto buoni frutti: basti pensare alla questione del 118, risolta anche grazie alla mediazione e&nbsp;all’impegno dell’Assessore provinciale Giuliano Pradella, così come alla complessa vicenda&nbsp;relativa ai lavori resisi necessari d’urgenza all’ospedale di Morbegno, lavori per i quali sono state&nbsp;reperite anche le risorse. E non ultimo il costante interesse che, ribadisco, non verrà mai meno, &nbsp;rispetto alle sorti del Morelli di Sondalo. Anche in quest’ultimo caso, comprendo le preoccupazioni del sindaco di Sondalo, poco però i modi. C’è stato un passato all’insegna della&nbsp;mancanza di concertazione in merito alla sanità, ora, invece, abbiamo la possibilità di costruire&nbsp;tutti insieme, dialogando in un clima di totale trasparenza e chiarezza. Non mi pare poco!”. &nbsp;&nbsp;</p>
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         <title><![CDATA[I sindaci, "Ce lo vogliono chiudere sotto il naso"]]></title>
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	&nbsp;

	Prende una direzione autonoma e determinata l'assemblea dei sindaci di Morbegno sul tema “ospedale”, il nosocomio cittadino, struttura con padiglioni con criticità murarie, e in fase di ristrutturazione, da tempo. Nella serata di venerdì l'abbandono di 22 dei 25 primi cittadini mandamentali, del tavolo di confronto con la direzione dell'azienda ospedaliera; sabato la conferenza stampa nella quale Alba Rapella, sindaco di Morbegno, Fausta Svanella, Cosio; Marco Belli, Traona hanno...]]></description>
         <pubDate>Sat, 03 Mar 2012 15:50:00 +0200</pubDate>
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	&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
	Prende una direzione autonoma e determinata l'assemblea dei sindaci di Morbegno sul tema “ospedale”, il nosocomio cittadino, struttura con padiglioni con criticità murarie, e in fase di ristrutturazione, da tempo. Nella serata di venerdì l'abbandono di 22 dei 25 primi cittadini mandamentali, del tavolo di confronto con la direzione dell'azienda ospedaliera; sabato la conferenza stampa nella quale Alba Rapella, sindaco di Morbegno, Fausta Svanella, Cosio; Marco Belli, Traona hanno reso pubblico un documento indirizzato al “tavolo della sanità provinciale” con precise denunce e richieste, comunicando al contempo ai cittadini, timori, considerazioni e precisi punti di vista sul futuro del presidio. «Serve una svolta – ha affermato Alba Rapella – il tempo passa, l'ospedale vive mille disservizi, ci sono le sale operatorie chiuse, e i lavori non vanno avanti, non si vede programmazione; si perdono funzioni, gli utenti migrano vero altre località, strutture, il personale residuo sui reparti operativi diminuisce: noi abbiamo l'impressione che “ci stiano tenendo buoni” ma la finalità di questo complesso di disorganizzazioni e problemi irrisolti punti alla chiusura dell'ospedale». «Come sindaci – ha anche aggiunto Rapella – non abbiamo mai avanzato richieste “faraoniche”; rivendicando solo il diritto alla salute dei cittadini; e per il comprensorio, l'accesso rapido a percorsi diagnostici efficaci; una efficienza dei servizi, dei raccordi tra territorio e ospedale, per gestire senza mille viaggi e peregrinazioni le prestazioni sulle degenze post acute; riabilitative; croniche, le fragilità di salute; e la presenza di un pronto soccorso efficiente e sicuro». «Invece – ha osservato Fausta Svanella, sindaco di Cosio – nonostante la Bassa Valle abbia complessivamente 40.000 abitanti, oltre ai 20.000 cittadini e utenti dell'alto lago, e ospiti una grande area industriale, sul piano dell'assistenza sanitaria siamo sempre più scoperti: l'ospedale ad oggi si presenta come un desolante cantiere aperto, la ristrutturazione delle sale chirurgiche è iniziata nel 2010, poi interrotta nel 2011: i lavori di adeguamento dovevano durare 8, 10 mesi, e a 10 mesi dalla sospensione delle opere, e nonostante cospicui stanziamenti aggiuntivi non è ancora terminata nemmeno la progettazione esecutiva. Insomma siamo in alto mare, mentre anche piccole richieste di pronto soccorso vengono ormai dirottate direttamente su Sondrio». Quello che tutti i sindaci rimarcano è la difficoltà di farsi un quadro delle responsabilità che stanno a monte di un dilungarsi di numerose impraticabilità. «Il tempo passa, i padiglioni non riaprono – ha detto Belli, Traona – ci si domanda il perché, ci sono lavori da fare e non vengono fatti: o chi deve provvedere tecnicamente non è capace di ripristinare il tutto, o è messo lì per non fare». &nbsp;&nbsp;</p>
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