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      <pubDate>Mon, 04 Feb 2013 10:55:00 +0200</pubDate>
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         <title><![CDATA[Gavazzi ancora al lavoro a Talamona, l'esordio alla Ruta del sol]]></title>
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         <description><![CDATA[&nbsp; Sport, Ciclismo: sono le&nbsp;ultime settimane di lavoro intenso sulle strade di casa per Francesco Gavazzi, il corridore pro talamonese della formazione kazaka Astana, che si prepara a dare il via alla stagione 2013 a metà febbraio con la Ruta del sol in Andalusia. 
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         <pubDate>Mon, 04 Feb 2013 10:55:00 +0200</pubDate>
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         <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:12px;">&nbsp; Sport, Ciclismo: sono le&nbsp;<span style="line-height: 1.6em;">ultime settimane di lavoro intenso sulle strade di casa per Francesco Gavazzi, il corridore pro talamonese della formazione kazaka Astana, che si prepara a dare il via alla stagione 2013 a metà febbraio con la Ruta del sol in Andalusia. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:12px;"><span style="line-height: 1.6em;">«In realtà – ha spiegato ieri l'azzurro valtellinese, reduce da un allenamento di distanza – avrei dovuto già essere in bici, in gara in Australia, ma un infiammazione alla cartilagine di un ginocchio mi ha frenato un po': la abbiamo fatta passare e adesso abbiamo ripreso a tutta». Alla Astana quest'anno è arrivato Vincenzo Nibali: «Sì, con lui il team proverà come obiettivo dichiarato a vincere il Giro d'Italia. Anche per questo io non correrò la gara rosa: prenderò parte per quanto riguarda le corse a tappe al Tour, e forse a fine estate alla Vuelta. Per quanto riguarda la Grande Boucle, sarò lì per giocarmi le mie carte con maggiore libertà rispetto a quanto avrei potuto fare partecipando al Giro. Con Nibali capitano designato tutta la squadra dovrà porsi a disposizione: e io quest'anno ho voglia di avere la strada più libera, per cercare di ritrovare un feeling maggiore con le vittorie».&nbsp;</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 1.6em; font-size: 12px;">Gavazzi che parteciperà nella prima parte della stagione alla Parigi Nizza, poi alla Sanremo seguendo il copione delle grandi classiche fino alle gare in Belgio. Poi Tour e probabilmente Vuelta per arrivare con chilometri e forma al Mondiale che si correrà a Firenze. Quest'anno tra l'altro ha agganciato la bici al chiodo Oscar Freire, lo spagnolo velocista atipico, grande fuoriclasse e specialista come il più giovane Gavazzi con il quale ha ingaggiato diversi duelli, negli arrivi veloci dopo lunghi percorsi vallonati e con salite di media difficoltà. Gavazzi quest'anno ha 28 anni, può puntare le ruote su qualunque obiettivo. «<strong>Sanremo, Amstel, Freccia Vallone</strong>, anche il <strong>Lombardia</strong>: sono tutte buone – il commento –. La Sanremo in questi cinque anni l'ho sempre fatta bene, ma sono rimasto imbottigliato in finali complessi: consideriamo che la gara ligure è la meno affidabile tatticamente dato che può succedere di tutto. In passato sono rimasto frenato un anno da una caduta sulle Manie, poi sulla Cipressa. Nel 2012 sul Poggio, e sul Poggio se non mi cadevano davanti sarei stato davanti all'arrivo a giocarmi o la vittoria, o almeno un piazzamento: ma su quei tornantini ogni piccolo avvenimento contribuisce a creare conseguenze che cambiano epilogo alla gara come in nessun'altra corsa. Il fascino della Sanremo è proprio questo». Le condizioni. «Ora buone: a Natale ero un razzo, poi c'è stato questo risentimento cartilagineo, che ha fatto variare un po' i piani, ma credo anche che se ci devono essere questi problemi è meglio che ci siano ora. Ritardiamo un po' l'esordio ci rimbocchiamo le maniche e a metà febbraio – ha precisato il corridore – si inizierà a fare girare i pedali a ritmo gara alla Ruta del sol. Mi sto allenando bene, il ginocchio sembra reagire a dovere e si sta cercando di tornare ad una condizione accettabile per ricominciare al meglio e arrivare al meglio negli appuntamenti che più contano». &nbsp;</span></span></p>
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