Rumorosi, argomentativi, molto critici, esasperati al limite dello sdegno: sono gli “indignati” della Bassa Valle, oppositori della Cm. La nuova organizzazione di giunta esecutiva della Comunità montana di Morbegno, avvenuta giovedì scorso attraverso una sorta di “rimescolamento” di adesioni e incarichi, con ingresso nella maggioranza di nuovi soggetti e comuni a sostegno, e allontanamento di altri, tra cui il vice presidente Franco Della Mina, Mello, referente Lega nord, non è stato solo un “gioco di poltrone”. L'adesione al lavoro del presidente Alan Vaninetti e della sua squadra e anche l'apprezzamento, è condiviso da molti. L'ente a governo giovane, si incammina verso una maggiore rappresentanza di comuni popolosi e “forti”. Ma il rimpasto in cui è nata questa nuova fase è stato osteggiato sotto il profilo del metodo, ritenuto non necessario e vecchio. Nell'assemblea di giovedì scorso e nelle considerazioni postume, sono arrivate ficcanti, le critiche di Fausta Svanella, sindaco di Cosio Valtellino; Giulio Angelini, rappresentante di Morbegno; Alan De Rossi, sindaco di Andalo; Piergiorgio Gusmeroli, Tartano; Roberto Marengo, nuovo sindaco di Rasura; e i rappresentanti di Cino; Mello. «Dite di avere stilato un nuovo programma per lo sviluppo del mandamento – ha affermato Fausta Svanella – e invece riproponete gli argomenti dell'insediamento, sanciti due anni fa, arrivando solo ad uno scambio di posti. In due anni, nel frattempo, avete “spaccato” la vostra maggioranza, questa – ha aggiunto – è una operazione politica e mascherarla sotto altre parole è obiettivo puerile». «Da un punto di vista legale – ha affermato Gusmeroli, Tartano – questo è un cambiamento di governo, non di programma. Sarebbe stato più opportuno avvalersi di strumenti normativi come la “sfiducia costruttiva”: rimettevate il mandato, e vi rivotavate. Invece l'ordine del giorno che avete presentato è vago, criptico e generico, non apre a una discussione assembleare sul merito di questa crisi, ne elude i nodi, e credo che da un punto di vista normativo non si possa neanche fare. Noi presenteremo ricorso agli organi competenti». «Cambiamenti approvati a colpi di maggioranza – ha incalzato Alan De Rossi – non vi voto, non voto neppure, mi sconsolate». Poi Giulio Angelini, Morbegno, a ribadire un concetto espresso anche da De Rossi. «Se avete i numeri per la maggioranza, mettetevi in discussione, non fate pasticci, chi non affronta direttamente gli ostacoli dell'amministrare dà l'idea di essere un soggetto debole, non si raddrizzano le cose forzando i regolamenti». E sull'ammissione di Patrizio Del Nero, che aveva spiegato come tre mesi fa la maggioranza di fatto non esistesse più in Cm, il commento di Fausta Svanella: «Quando non c'è più una maggioranza politica e numerica, anche per motivi di coerenza oltre che di metodo, si va a casa e si rivota».



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