Cm: Part 1

 

La Comunità montana di Morbegno si dota di nuovi membri di direttivo e di una nuova giunta. Andando a sostituire alcuni elementi e rimpiazzandoli, facendo quello che nella politica dei tempi di Andreotti si chiamava “rimpasto”: il termine ribaltone usato di recente per definire le manovre che erano in atto nell'ente non è infatti corretto. Nella serata di giovedì, durante l'assemblea dei sindaci, è scattata l'operazione di ricomposizione del quadro direttivo: escono di scena Giulio Speziale, rappresentante di Forcola, dimissionario, e il vice presidente della Cm e rappresentante di Mello, Franco Della Mina. Entrano Carlo Castelli, vice sindaco di Ardenno, e Carlo Orio, Mantello che vanno a costituire la giunta esecutiva insieme a Cristina Ferrè; Rogolo; e Mariangela Parravicini, Cercino. Nella nuova lista alle spalle dei primi quattro scelti, ci sono le riserve, Alberto Gatti, rappresentante del comune di Delebio; Renato Ciapponi, Talamona; Mirco Barini, Piantedo; e Massimo Chistolini, Civo. Questo è il punto amministrativo. Lo scenario che si è imposto, attraverso una approvazione di nuove “linee programmatiche” anziché a seguito di una crisi di fiducia e consenso dando così spazio ad una complessa e non esaurita questione sul metodo e nella applicazione dei regolamenti, è anche conseguenza di una frattura politica sorta negli ultimi tre mesi in seno alla Cm tra gli alleati di partenza, Pdl e Lega. Proprio tre mesi fa, infatti, un gruppo trasversale di forze partitiche e municipalità, tentò di fare decadere il presidente dell'ente, Alan Vaninetti. Quello che è successo venerdì, è il contrappasso, nelle logiche di gestione del potere, per quel tentativo di sfiducia allora abortito. La maggioranza ora fa leva su 16 comuni, Albaredo, Cercino, Dazio, Delebio, Forcola, Gerola, Mantello, Piantedo, Pedesina, Rogolo, Talamona, Valmasino. Entrano in maggioranza Buglio, Civo, Ardenno e Dubino. Erano all'opposizione venerdì Andalo, Morbegno, Cosio Valtellino, Cino, Mello, Rasura, Tartano, non partecipavano alla riunione Traona e Bema. E' stato, un momento di scontro politico e anche un “regolamento di conti. Tra esponenti della Lega, ma non di tutta la Lega e rappresentanti del Pdl e di diverse municipalità: di certo, Franco Della Mina, esponente politico del Carroccio in Cm è stato fatto fuori. Ne esce un organico più multiforme, dominato, a quanto sembra dalla voglia dei comuni favorevoli, di operatività svincolata dalle pressioni più centraliste. Ed è stata anche la vittoria di Patrizio Del Nero, rappresentante di Albaredo, che estromesso pochi mesi fa dal Consiglio provinciale di cui era presidente, insieme al Pdl, ha recuperato un proprio spazio operativo nel “parlamentino” della Cm. Portando fratture all'interno della Lega, coagulando espressioni civiche e “movimentiste”. «Si dice che la Lega venga fatta fuori dalla comunità montana – ha detto il sindaco di Ardenno Riccardo Dolci – ma io appoggio questo direttivo e in tasca ho la tessera della Lega». Veleggia tranquillo il presidente Alan Vaninetti, esponente giovane, apprezzato da più di un sindaco, con la sua squadra di figure abbastanza nuove alla politica. Vaninetti che però tra otto mesi andrà a quanto pare a decadere, dato che il consiglio comunale che rappresenta, quello di Cosio Valtellino, è stato precisato, si scioglierà. Restano con il mal di pancia tutti quelli che considerano la democrazia come un articolato insieme di norme che vanno rispettate, e che hanno considerato irrituale e non a regola la formula utilizzata per sostituire esponenti e rimpiazzarli con nuove figure. Riservandosi appelli e ricorsi. In realtà, più che l'elezione di un organismo di un ente pubblico, si è avuta la sensazione della definizione e ridistribuzione di cariche di un Cda, consiglio di amministrazione di una grande azienda. Modi spicci, concretezza. Anche un piglio dominante. C'è da aspettarsi che del cda di una azienda, il direttivo della cm, abbia anche sempre più lo stile, di grande efficienza, perfezionismo e dinamicità.